Fatti Sogni e Pensieri2019-08-15T06:56:21+00:00

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Auguri per il Nuovo Anno

Buona Fine … per un Buon Inizio

Morii come minerale per diventare una pianta; morii come pianta per diventare animale; morii come animale e fui uomo. Perché dovrei temere quando diminuisco morendo? £ tuttavia, ancora una volta, morirò come uomo per elevarmi con gli angeli benedetti; ma anche lo stato di angelo supererò“. Questo componimento del grande poeta mistico Rumi mi accompagna da anni … Ci ricorda che per rinascere dobbiamo prima morire anche se non sappiamo come e sino a quando il “ciclo delle rinascite” possa perpetuarsi …
E’ comunque un tema che si ripresenta a fine anno, in collegamento con il solstizio di inverno che in tutte le culture (tranne quelle tropicali …) ripropone il tema del lento morire del ciclo solare e del suo rinascere. Nel rapporto figura/sfondo, diremmo noi gestaltisti, l’enfasi viene posta soprattutto sulla attesa del Nuovo e degli Auguri che a questa attesa si collegano. Ma dimentichiamo spesso che lo “sfondo” sta in ciò che deve morire per lasciare posto a ciò che deve nascere (a parte il buttare dalla finestra le cose da sgombero o bruciare in piazza il Grande Vecchio).
Di qui la riflessione-meditazione su cosa “lasciar andare”.
Sul “distacco” ha fatto una conferenza interessante Claudio Naranjo all’università di Pisa recentemente sottolineando come questo aspetto è stato scarsamente esplorato nel mondo della psicologia molto polarizzata sul tema dell’attachment ma poco del de-tachment (aggiunta mia …). Nell’occasione ho regalato a Claudio un prezioso libricino sugli ultimi giorni del Buddha che, ho scoperto, pare sia morto a seguito di una indigestione di funghi che avrebbe molto apprezzato ma in uno stato di “estasi ripetute” in prossimità del trapasso.
In conclusione … se “tutto è bene ciò che finisce bene” come finire bene questo 2018 (senza debiti, “non detti” o comunque “unfinished business)?
Nel nostro piccolo … con l’occhio ad evitare una perniciosa abbuffata ma preparandoci con animo vuoto ed “estatico” alla manifestazione del Nuovo che può venirci incontro.
Questo il mio modesto Augurio, Riccardo
Ps. Io non ci sarò, ma l’immagine è della nostra Casa di Noceto che si prepara ad accogliere tanti di noi che celebreranno insieme il Passaggio.

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Carissimi tutti
questa la versione definitiva delle iniziative su “Partners: cosa significa oggi essere in coppia?” che hanno avuto inizio con i workshops e la Giornata di ottobre e che proseguono con la Giornata di Studi presso la Casa della Psicologia oltre che con altri ws e incontri tematici sui tanti aspetti che la vita di coppia ci propone.

Si tratta di un tema di grande attualità che ci tocca tuti e che abbiamo potuto approfondire con colleghi di grande competenze e prestigio come F. Alberoni e R. Scramaglia oltre a direttori di altre scuole di formazione, universitari e alcuni di noi che si sono offerti a dare dei contributi

Non è stato facile far quadrare i vari cerchi, mi auguro che, nell’insieme, ne emerga una proposta interessante

Grazie se lo fate girare ed anche se testate personalmente il questionario. Lo avete fatto? Forse va migliorato in qualche parte per una seconda fase di diffusione dopo questa prima raccolta di 500 (che sono venuti in massima parte da alunni della facoltà di Sociologia dello IULM)

Si tratta di un evento un po’ speciale a cui sarebbe un peccato non partecipare e dare diffusione.

In occasione dei due apericena del venerdì e del sabato su Amore, poesia e musica, avremo modo di scambiare un saluto e gli Auguri per il Natale

Grazie ancora per la vostra collaborazione

Riccardo Z


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Auguri di buon Natale

Tu ci hai portato
La Buona Novella di
Un Nuovo Mondo


Tutti gli dei portano un messaggio agli esseri umani. Se poi sono gli dei a creare gli umani o viceversa resta un quesito aperto, ma di fatto è un dato "evidence besed" come si richiede nel mondo scientifico per dare fondamento di veridicità alle affermazioni, che non esiste cultura che non abbia prodotto dei racconti mitici nei quali le vicende dei progenitori non si fossero intrecciate a quelle di dei.
Fra tutti ... non possiamo negare che l'amatevi come io vi ho amato" ci è venuto da questo Gesù, uomo di Galilea, di cui ricordiamo in questi giorni la nascita che il mondo dell'Occidente ha voluto far coincidere con la nascita della nostra era. Forse per questo il "Natale" per eccellenza è la festa più sentita dell'anno anche da coloro che non si riconoscono espressamente in questa fede religiosa.
La nascita di un bimbo rappresenta di per sé la rinascita di un mondo che nei suoi occhi si rispecchia come nuovo e tutto da scoprire e reinventare. Un tema antico che si collega alla rinascita del sole che, dopo la sua discesa, inizia nuovamente a risalite nel suo percorso celeste come portatore di luce e forza vitale. Tutto ciò che è vero, si dice, esiste da sempre: ed anche nella tradizione greca, come ci ricorda Maurizio Bettini nel suo recente Presepe, Zeus nasce nella grotta del monte Ida e viene nutrito dalla capra Amaltea mentre i coribanti fanno rumore percuotendo gli scudi con le lance perché i suoi vagiti non vengano uditi da Cronos che divorava i suoi figli come ogni potere costituito si oppone alla nascita del nuovo come avviene con Gesù nella persecuzione di Erode. Ma anche l'erede al trono Dioniso (dio-huios "Figlio di Dio") nasce in una grotta perché i suoi vagiti non vengano uditi da Era che persegue il fanciullo nato da Semele.
Racconti che ci invitano a celebrare il mito della eterna rinascita che vale domandarci sotto quale aspetto possa avvenirci e che rappresenta il vero dono che ci auguriamo di ricevere.

Riccardo
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Mi sono spesso interrogato, come immagino tutti, sul significato di questa festività della Immacolata concezione che, in qualche modo, rimanda ad un ossimoro: come poter essere, in altri termini, “vergine” e “madre”. Se la insostenibilità del dogma a livello razionale (salvo il “tutto è possibile” nella logica del miracolo a cui rimanda il Vangelo di S. Luca) è troppo evidente, stupisce il fatto che lo stesso sia stato confermato in piena cultura razionalistico-scientista di fine ‘800 tenendo conto che il dogma è stato proclamato dal papa Pio IX l'8 dicembre 1854.. Con la bolla Ineffabilis Deus, viene sancito infatti che la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.
Va notato come tale dogma non va confuso con il
concepimento verginale di Gesù da parte di Maria. Il dogma dell'Immacolata Concezione riguarda il peccato originale. Solo la Madre di Cristo ne sarebbe stata esente in vista della missione sulla terra del Messia. A Dio dunque piacque che la Vergine dovesse essere la dimora senza peccato per custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi uomo.
I fondamenti biblici a sostegno di tale ipotesi sono in realtà piuttosto deboli dal momento che l’espressione «Quando non esistevano gli abissi, io fui generata quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua.” (Proverbi 8,24) si riferisce a Hokma, la Sapienza divina mentre «Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia» del Cantico dei cantici (4,7) si riferisce alla pastorella amata da re Salomone.
Non ci addentriamo su disquisizioni teologiche sul cosiddetto
Protovangelo di Giacomo, composto tra il 140 e il 170 8(e quindi tardivamente rispetto ai vangeli canonici), contiene l'idea che Maria fosse una persona "speciale" sin dal concepimento sottolineando come la definizione di Παναγία, (Panaghìa), "tutta santa" divenne una acquisizione consolidata dalla liturgia e dalla devozione della Chiesa greco orientale come ben sa chi ha viaggiato in Grecia.
Una tradizione rinforzata da
Agostino d'Ippona (354 - 430) che si schiera a sostegno di questa tesi in opposizione a Pelagio che viene dichiarato eretico nel suo tentativo di ridimensionare il ruolo del peccato originale nella condotta morale dell'uomo. Nel Medio Evo sarà Duns Scoto (m. 1308), poi detto "Dottore dell'Immacolata" a riprendere il tema della "redenzione anticipata" sostenendo che il Cristo non avrebbe potuto nascere da una madre che non fosse essa stessa “senza peccato”.
Interessante notare come questo culto “approdò” in Italia attraverso la Sicilia dove la Vergine venne dichiarata Patrona della Città e dell'Arcidiocesi di Palermo, divenuta patrona massima della Regione Siciliana. Dal meridione il culto per l'Immacolata si propagò poi a tutto l'Occidente, soprattutto su iniziativa degli ordini religiosi benedettini e carmelitani.
Il dubbio circa la “eccezionalità” delle Vergine in quanto immune dal peccato originale riemerge con Tommaso d’Aquino da cui ebbe inizio la corrente dei “Tomisti” in contrapposizione agli “Scotisti” con una diatriba molto vivace e che portò il Magistero della Chiesa a pronunciarsi con il dogma che sappiamo. Certo … ci sembrano cose inconcepibili queste accanite divergenze teologiche a meno di non considerare le ripercussioni che possono aver avuto sul piano dei valori e quindi dei comportamenti nella storia dell’Occidente
La condizione “immacolata concezione” di Maria si intreccia tuttavia inestricabilmente con il tema del “concepimento” di Gesù che, sappiamo, avvenne senza congiungimento carnale. Al saluto dell’angelo alla Vergine con «Rallegrati, piena di grazia» (Luca 1,28) segue infatti la nota annunciazione “concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo”. Alla domanda di Maria su «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?» l’angelo risponde: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio”.
Viene da chiederci, ovviamente, se tale evento non debba interpretarsi come se la Vergine avesse perso la sua “verginità”, appunto, se avesse avuto il suo Figlio divino per via “naturale”. Appare ovvio come il “primato” del celibato religioso si imponga sulla condizione di chi segue una via che non esclude la procreazione, se non addirittura un esercizio della sessualità anche a scopo non procreativo.
In ogni caso, merita ricordare come la nascita di un Eroe da una Vergine, come ci ricorda Joseph Campbell nel suo Il cammino dell’eroe rappresenta un archetipo che si presenta in molti racconti delle origini. Anche Romolo e Remo nacquero da una vestale (vergine e custode del fuoco sacro) da Marte come anche Dioniso da Zeus e da Semele, figlia di Cadmo, seppure coloro che non onoravano il Dio dubitassero della sua divina origine. Per essere figlio-emanazione diretta di un dio … non resta all’Eroe che avere una madre (mater semper certa) ed un dio … incerto (pater numquam).
Ma, per tornare all’ossimoro Madre-Vergine merita cogliere il significato anche psicologico di questa apparente contraddizione. Ci sono donne, infatti, che divenute madri … perdono la loro caratteristica di “Chore” di fanciulla (avvenenza, leggiadria, seduzione, leggerezza …) e altre … che, in qualche modo, riescono a mantenerla. Una sfida non da poco che richiama la possibilità di tener vivo il Puer, come ci ricorda Jung e Hillman, anche con il passare degli anni, senza arrendersi alle caratteristiche del Senex che fatalmente si irrigidiscono nell’atteggiamento “saturnino” improntato a conservazione, diffidenza per il nuovo, tirchieria e pessimismo.
In un viaggio in Argolide, dove Era veniva venerata come Era argiva, ci siamo tutti (io e i compagni di viaggio) immersi (parzialmente perché in un convento di suore) un una vasca nella quale la tradizione vuole che la Dea si fosse immersa per “rinverginirsi” dopo aver partorito. Una pratica puntualmente rievocata dalle donne in tempi antichi … ma non solo.
Con l’augurio a tutte le donne che hanno la fortuna di diventare madri di non perdere con questo anche una “verginità del cuore” che certo conta ben più di quella anatomica.
Sul tema poi della vergine che appare a Lourdes e nell’Apocalisse “coronata di stelle” e “schiacciando la testa al drago-serpente” torneremo forse più avanti nel riecheggiare un prossimo appuntamento con le “stagioni dello spirito”.
Riccardo Z


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Ricordare chi ci ha preceduto … nell’esempio di vita e negli affetti

Fatti Sogni e Pensieri

Eros e pathos
Sono due facce della
Stessa medaglia

Spesso lo dimentichiamo … Scrivendo Eros con la “S” maiuscola, in riferimento al dio che più di ogni altro dovrebbe essere onorato, come ci invita a fare Socrate nel Simposio platonico, mi viene spesso da scrivere anche Pathos, che ne è il corrispettivo, con la “P” maiuscola.
La stessa parola “passione” come ci ricorda Umberto Curi in un suo recente e pregevole testo, evoca sia quella del Cristo che il trasporto amoroso che rappresenta sia livello umano che animale il culmine della esperienza del piacere. Al punto che Frued, nel giustificare l’uso del termine “libido” anche parlando dei bambini nella loro fare “pregenitale” si giustifica asserendo che non esiste un altro termine che possa indicare il piacete nella sua forma più intensa.
Mi aiuta, personalmente, l’insegnamento di uno dei miei maestri, tale Maras, che riferimento alle esperienze di piacere-felicità ricordava come “il conto non può mancare. Può arrivare prima, dopo o durante. Ma sicuramente arriva”. Può suonare pessimistica questa concezione come se il piacere non potesse arrivarci, come si dice “gratis ed amore dei” e che, appunto, anche i doni divini debbano avere un prezzo da pagare. Ed è bello, infatti, abbandonarsi, in alcune esperienze estatiche, ad un piacere pervasivo da cui farci invadere senza confini … forse si tratta di un ossimoro che unisce due opposti: quello della gratuità nel dare e nel ricevere, che con Frued potremmo ricondurre al “principio del piacere” … al “principio di realtà” che pure ci attende ineluttabile.
Del resto … non ci stupiamo che un brillante, specie se puro, abbia un prezzo proporzionato alla sua bellezza e … e ci troveremmo inaccettabile che qualcuno pretendesse, magari rubandolo, di appropriarsene senza pagare il corrispettivo del suo valore.
Ma anche Sain Exuperì ci viene incontro raccontandoci della volpe che, una volta addomesticata, si lega affettivamente al Piccollo Principe che ogni giorno le porta del cibo. Inevitabilmente soffrirà se un giorno dovesse mancare a questo appuntamento e … anche il grande tema delle “dipendenze” sembra legarsi profondamente a questo aspetto della nostra vita…

 

 

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